A Cultural Manifesto

Groups

Members

Places

With the end of the XX century, also a whole set of social, economic and cultural structures have come to an end. Globalization has unleashed powerful forces in all the domains of human experience: political economic, social and cultural. These forces can have positive and negative effects and that in an unprecedented scale. Most attention has been focused on the effects of financial globalization, specially since the major economic crisis that started in 2007, or on the political repercussions of social media, that rocked the Middle East during the Arab Spring. On the other hand, cultural globalization has been considered a secondary development that attracted limited attention. As a result of the recent financial crisis that affected most European countries, cultural budgets were the first to be sacrificed and support for artists and cultural agents was considered expendable. The reason for that is the mind set imposed by industrial capitalism that considers culture a recreational activity of no productive value. The second reason is that culture has remained too often deeply anchored as part of state policy directed to reinforce national identity.

Why is culture important in this process of creating the new references that will determine the mind set of the global society in the XXI century? In the first place we have to vindicate culture as something different from entertainment or an investment tool, it is a fundamental instrument to reach deeper levels of human experience and transform it. Art will make it possible for us to reconnect with the magical dimension of life. The destruction of the hegemonic narratives and the interconnection of the different spheres of reality, the generalization of multiple identities and the simultaneity of different states of consciousness is the field in which we will have to operate. Only a global cultural dimension can channel those forces and integrate them in open, tolerant and creative framework. We are already facing a great deal of confusion and insecurity that are triggering atavistic fears, ethnic hatred or religious intolerance. Even in our democratic societies we are witnessing the growing rejection of those that are different or threaten our sense of self.

For this very reason, we decided to put together the collective experience of cultural actors from different cities of the world in a global cultural network that we call INTERCULT77. We will use all the resources that the social media and virtual technology offers to connect, but we aim at a real personal exchange and concrete collaborations. Our network will offer not only knowledge and technical assistance but also personal contributions and hands on co-working projects. We cannot depend on the public institutions to take the initiative in this global process. Each one of us has to take that responsibility and take the first steps to meet those that share the same desire to make a difference and start creating spaces for that cultural experience to happen from the neighborhood to the global level.

We would like to propose you to join INTERCULT77 and start working together to make that change possible. We don’t have an ideological or political agenda and we encourage the exchange of ideas from a spirit of tolerance and coexistence.

The deep human emotion that true cultural experience manifests is an open space in which there is no exclusion.

La fine del XX° secolo ha segnato anche la fine di molte strutture sociali, economiche e culturali. La globalizzazione ha prodotto potenti fenomeni nei diversi ambiti dell’esperienza umana: politico, economico, sociale e culturale. Fenomeni che possono avere conseguenze positive o negative e tutto questo in misura senza precedenti. Fino ad oggi l’attenzione si è focalizzata maggiormente sugli effetti della globalizzazione finanziaria, soprattutto a partire dal 2007 con l’inizio della grande crisi economica, oppure sulle ripercussioni politiche dei social media che hanno scosso il Medio Oriente durante la Primavera Araba. Al contrario, la globalizzazione culturale è stata considerata come un effetto secondario che non ha catalizzato granché l’attenzione. Come conseguenza della recente crisi finaziaria che ha colpito la maggior parte dei Paesi europei, i finanziamenti destinati alla cultura sono stati i primi ad essere tagliati cosί come il sostegno agli artisti e agli agenti culturali considerati non indispensabili e quindi sacrificabili. La ragione principale di queste scelte è da ricercarsi nella mentalità imposta dal capitalismo industriale che considera la cultura come un’ attività ricreativa che non ha alcun valore produttivo. Una seconda ragione risiede nel fatto che la cultura è rimasta molto spesso ancorata a politiche di Stato miranti a rafforzare l’identità nazionale.

Perché allora la cultura è importante nel processo di creazione di nuovi riferimenti che sono alla base di una mentalità sociale globale nel XXI° secolo? In primo luogo dobbiamo rivendicare il valore della cultura come qualcosa di diverso dal semplice intrattenimento o da uno strumento di investimento, consapevoli del fatto che invece si tratta di uno strumento fondamentale per toccare livelli più profondi dell’esperienza umana e pertanto poterla trasformare. L’Arte può permetterci di riconnetterci con la dimensione magica della vita. La distruzione delle narrazioni dominanti e l’interconnessione dei diversi ambiti della realtà, la generazione di identità multiple e la simultaneità di diversi stati di coscienza, costituiscono il nostro campo d’azione. Solo una dimensione culturale globale può incanalare queste forze e integrarle in un contesto aperto, tollerante e creativo. Siamo già da tempo messi alla prova da sentimenti quali confusione e insicurezza che stanno innescando paure ataviche, odio razziale o intolleranza religiosa. Perfino nelle nostre società democratiche vediamo crescere sempre di più il rifiuto del diverso o di chi appaia una minaccia per le nostre opinioni o per noi stessi.

Per queste ragioni, abbiamo deciso di riunire le esperienze collettive degli attori culturali provenienti da diverse città del mondo, in una rete culturale globale che abbiamo chiamato INTERCULT 77. Utilizzeremo tutte le risorse fornite dai social media e dalle tecnologie digitali per creare relazioni, ma il nostro obiettivo è uno scambio reale e la collaborazione concreta. La nostra rete metterà a disposizione non solo conoscenza e assistenza tecnica ma anche apporto personale e progetti pratici di collaborazione. Non possiamo dipendere dall’intervento delle istituzioni pubbliche per cominciare questa iniziativa all’interno di un processo globale. Ognuno di noi deve assumere su di sé la responsabilità del progetto e fare i primi passi per incontrare coloro che condividono lo stesso desiderio di cambiamento e cominciare a creare spazi per quest’ esperienza culturale che parte dai nostri vicini per raggiungere la globalità.

Vi invitiamo a raggiungere INTERCULT 77 e a cominciare a lavorare insieme per rendere possibile il cambiamento. Non abbiamo scopi politici o ideologici e incoraggiamo lo scambio di idee con spirito di tolleranza e condivisione.La profonda emozione umana creata da una vera esperienza culturale è uno spazio aperto dove non vi è posto per l’esclusione.

La fin du XXe siècle a annoncé en même temps la fin d’une série de structures sociales, économiques et culturelles. La globalisation a déchaîné des forces (un dynamisme) puissantes dans tous les domaines de l’expérience (la coexistence) humaine : politique, économique, social et culturel. Ces forces peuvent avoir des effets positifs et négatifs à une échelle sans précédent. Le plus souvent, l’attention a été portée sur les effets de la globalisation financière, surtout depuis le début de la crise économique majeure en 2007, ou bien sur les répercussions politiques des médias sociaux, secouant le Moyen-Orient lors du printemps arabe. Par contre, la mondialisation culturelle a été considérée comme un développement de second plan suscitant peu d’intérêt. À la suite de la crise financière récente qui a touché la plupart des pays européens, les budgets de la culture étaient sacrifiés en premier, tandis que le soutien aux artistes et aux agents culturels n’était pas jugé indispensable. La raison peut être trouvée dans la mentalité imposée par le capitalisme industriel, au sein duquel la culture ne représente qu’une activité de loisirs sans valeur productive. Une autre raison réside dans le fait que la culture a été trop souvent utilisée comme une branche accrochée à une politique d’état visant à renforcer l’identité nationale.

Pourquoi la culture est-elle importante dans ce processus dont émergeront les nouvelles références qui seront à la base de la façon de penser de la société mondialisée du XXIe siècle ? Il y a lieu de revendiquer la culture, tout d’abord, comme autre chose que le divertissement ou un outil d’investissement, sachant qu’il s’agit d’un instrument fondamental pour toucher des niveaux plus profonds de l’expérience humaine et transformer celle-ci. À travers l’art nous pouvons renouer avec la dimension magique de la vie. La destruction des narrations hégémoniques et l’interconnectivité des différentes sphères de la réalité, la généralisation des identités multiples et la simultanéité de différents états de conscience, voilà le champs dans lequel nous devrons opérer. Une dimension culturelle à l’échelle mondiale est indispensable pour canaliser ces forces et les incorporer dans un cadre ouvert, tolérant et créatif.( C’est surtout important, car )Nous sommes déjà confrontés à beaucoup de confusion et d’insécurité, déclenchant des peurs ataviques, la haine ethnique ou l’intolérance religieuse. Même nos sociétés démocratiques sont touchées par un rejet croissant de ceux qui ne sont pas comme nous ( ce qui est different) ou qui menacent le sentiment du soi.

C’est bien pour cette raison que nous avons décidé de réunir l’expérience collective d’acteurs culturels de plusieurs villes du monde dans un réseau culturel mondial que nous appelons INTERCULT 77. Nous allons utiliser toutes les ressources offertes par les médias sociaux et la technologie du virtuel pour nous mettre en contact, mais nous visons le vrai échange personnel et les collaborations concrètes. À part sa connaissance et de l’assistance technique, notre réseau proposera des contributions personnelles et des projets coopératifs pratiques. Nous ne pouvons dépendre des institutions publiques pour prendre l’initiative dans ce processus mondial. Chacun d’entre nous doit prendre cette responsabilité et faire le premier pas pour rencontrer ceux qui partagent le même désir de changer la donne, en créant des espaces, pour que cette expérience culturelle se produise du quartier au monde entier. Nous vous invitons à vous joindre à INTERCULT 77 et commencer à travailler ensemble pour rendre ce changement possible. Nous n’avons pas de programme idéologique ou politique, nous encourageons l’échange d’idées dans un esprit de tolérance et de coexistence. La profonde émotion ( résonances entre les etres humaines ) humaine créée par la vraie expérience culturelle est un espace ouvert sans exclusion.
Facebook
Twitter
Google+

Mit dem Ende des 20. Jahrhunderts haben sich eine ganze Reihe sozialer, wirtschaftlicher und kultureller Strukturen aufgelöst. Die Globalisierung hat auf allen Gebieten des Zusammenlebens, seien sie politischer, wirtschaftlicher, sozialer oder kultureller Natur eine starke Dynamik ausgelöst. Diese Dynamik bringt sowohl positive als auch negative Auswirkungen von beispiellosem Ausmaß mit sich. Besondere Aufmerksamkeit richtete sich häufig auf die Auswirkungen der finanziellen Globalisierung, insbesondere seit Beginn der großen Wirtschaftskrise im Jahr 2007. Ein weiteres wichtiges Beispiel war die politische Sprengkraft sozialer Medien und deren Auswirkung auf den Arabischen Frühling im Nahen Osten. Dagegen wurde die kulturelle Globalisierung eher als eine sekundäre Entwicklung wahrgenommen und erhielt nur begrenzte Beachtung. Als Folge der jüngsten Finanzkrise, von der ein Großteil der europäischen Länder betroffen waren, wurden als erstes die Kulturbudgets drastisch gekürzt: die Unterstützung von Künstlern und Kultur wurde als entbehrlich erklärt. Der Grund dafür ist zum einen in der Geisteshaltung des Industriekapitalismus zu finden, der Kultur eher als eine Freizeitbeschäftigung von nicht produktivem Wert klassifiziert; zum anderen in der Tatsache, dass Kulturförderung bereits zu oft von einzelnen Staaten instrumentalisiert wurde, um die nationalen Identitäten zu stärken.

Warum spielt Kultur eine so wichtige Rolle im Prozess der Schaffung neuer Referenzen und Sichtweisen der globalen Gesellschaft im 21. Jahrhundert? In einem ersten Schritt müssen wir lernen, Kultur als etwas anderes als Unterhaltung oder Investitionswerkzeug zu sehen. Vielmehr ist Kultur ein grundlegendes Instrument, um zu tieferen Ebenen menschlicher Erfahrung vorzudringen und diese zu inspirieren. Kunst ermöglicht es uns eine tiefgreifende Verbindung mit der magischen Dimension des Lebens einzugehen. Das Handlungsfeld unserer Tätigkeit ist markiert durch das Hinterfragen hegemonialer Erzählungen, die Interkonnektivität der verschiedenen Sphären der Wirklichkeit, die Förderung von Mehrfachidentitäten und die Simultanität verschiedener Bewusstseinszustände. Nur eine globale, kulturelle Dimension kann diese Kräfte kanalisieren und sie in einen offenen, toleranten und kreativen Rahmen integrieren. Dies ist besonders deshalb wichtig, da wir heute mehr und mehr Verwirrung und Unsicherheit gegenüber stehen, die atavistische Ängste auslösen und ethnischen Hass oder religiöse Intoleranz auslösen. Selbst in unseren demokratischen Gesellschaften sind wir Zeuge einer wachsenden Ablehnung dessen, was «anders» ist und vermeintlich unsere Lebensweise bedroht.

Aus diesem Grund haben wir beschlossen, die kollektiven Erfahrungen diverser kultureller Akteure aus verschiedenen Städten der Welt in einem globalen Kulturnetzwerk, nämlich INTERCULT 77, zu bündeln. Wir werden alle Möglichkeiten, die die sozialen Medien und virtuellen Technologien bieten, nutzen, um einen weltweiten Austausch zu ermöglichen. Wir visieren einen persönlichen Austausch sowie konkrete Kollaborationen an. Unser Netzwerk bietet nicht nur Wissen und technische Hilfe, sondern auch persönliche Beiträge und konkrete Projekte der Zusammenarbeit. Wir können nicht auf die altbekannten öffentlichen Institutionen warten, bis diese eine entsprechende Initiative auf globaler Ebene ermöglichen. Jeder von uns sollte sich verantwortlich dafür fühlen und den ersten Schritt tun, um Veränderung zu bewirken und kulturelle Erfahrungen sowohl auf Nachbarschafts- als auch auf globaler Ebene zu ermöglichen.Wir laden ein, Mitglied bei INTERCULT 77 zu werden und zusammen daran zu arbeiten, diese Veränderung möglich zu machen. Wir haben keine ideologische oder politische Agenda und wollen den Austausch von Ideen in toleranter und kooperativer Art und Weise fördern.

Die tiefen zwischenmenschlichen Schwingungen, die durch wahre kulturelle Erfahrungen ausgelöst werden, bilden einen offenen Raum, in dem es keine Ausgrenzung gibt.

Groups

  • Group logo of Teatro
    active 2 years, 3 months ago
  • Group logo of Graffitti
    active 2 years, 4 months ago
  • Group logo of Cirque
    active 2 years, 9 months ago
  • Group logo of Cine
    active 3 years, 9 months ago


  1. Smoke Gets In Your Eyes
    Dinah Washington

    3:24


  2. Unforgettable
    Dinah Washington

    2:44


  3. Dinah Washington – Mad About The Boy
    Dinah Washington

    2:46